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Lettera di diffida dell’avvocato: interrompe la prescrizione?

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Lettera di messa in mora e interruzione della prescrizione: quali requisiti deve avere la raccomandata per salvaguardare il diritto del creditore?

Ti è mai capitato di chiederti se una lettera di diffida dell’avvocato interrompe la prescrizione? E se la diffida viene inviata non già al tuo avversario ma all’avvocato del tuo avversario, cosa succede? Queste stesse domande sono state fatte proprio di recente alla Cassazione che, con una ordinanza di fresca pubblicazione, ha fornito la risposta che troverai scritta qui sotto.

Non affrettarti a cercare altrove che significa “prescrizione” e cosa sono “gli atti interruttivi della prescrizione”: te ne daremo spiegazione qui di seguito in modo tale che, alla fine della lettura di questo articolo, saprai perfettamente come funziona questo meccanismo, chi se ne può avvantaggiare, ma soprattutto capirai se una lettera di diffida dell’avvocato interrompe la prescrizione. Procediamo con ordine.

Cos’è la prescrizione?

Il tempo guarisce le ferite. Anche i debiti. Il meccanismo che cancella le morosità arretrate si chiama prescrizione. In pratica, se il creditore si disinteressa di recuperare i propri soldi, e lo fa per così tanto tempo da far credere al debitore di avervi rinunciato per sempre, il suo diritto non può essere più tutelato in tribunale. È come se scomparisse per sempre. Di fatto, con la prescrizione ci si libera da qualsiasi tipo di debito (anche dalle tasse), dalle azioni legali e dai pignoramenti. Il debitore non è più tenuto a pagare ma, se lo fa, non può più chiedere la restituzione di quanto versato per errore (salvo si tratti di imposte).

Se, al contrario, il creditore dimostra di avere a cuore il proprio diritto e lo rivendica, la prescrizione non opera più. Ogni tentativo di recupero del credito, fatto anche con una semplice diffida, interrompe il termine di prescrizione e lo fa decorrere nuovamente da capo. Quest’ultimo atto viene definito «interruttivo della prescrizione». Non che la prescrizione scompaia per sempre, ma il conteggio del tempo riparte da “uno”.

Quali sono i termini di prescrizione?

Scopo di questo articolo è affrontare principalmente il tema della lettera di messa in mora dell’avvocato e stabilire se questa può interrompere la prescrizione. Se vuoi conoscere i singoli termini di prescrizione ti consiglio di leggere la nostra guida La prescrizione dei debiti in cui troverai un’ampia tabella con gli schemi. Posso già anticiparti che:

  • il termine di prescrizione è, in generale, di 10 anni: così ad esempio si prescrive in 10 anni ogni credito derivante da un contratto, scritto o verbale, oppure il credito derivante da una sentenza o un decreto ingiuntivo. Ad esempio si prescrive in 10 anni un finanziamento o un mutuo, la fattura per una fornitura o per l’acquisto di beni o servizi;
  • per tutti gli atti illeciti che hanno determinato l’obbligo di risarcire il danno, la prescrizione è invece di 5 anni;
  • tutte le volte che, in forza di un contratto, devi effettuare dei pagamenti almeno una volta all’anno o per periodi più brevi (ad esempio ogni mese, ogni due mesi, ogni tre mesi e così via), la prescrizione è di 5 anni. L’esempio più lampante è la bolletta del telefono o della luce, ma vi rientra anche il condominio e i canoni di locazione o gli stipendi ai dipendenti;
  • se non hai pagato il medico, l’avvocato o qualsiasi altro professionista la prescrizione è di 3 anni. Lo stesso dicasi per eventuali lezioni private;
  • se non hai pagato un albergo o un b&b la prescrizione è solo di sei mesi.

Quando si interrompe la prescrizione?

Come abbiamo anticipato poc’anzi, la prescrizione viene interrotta da qualsiasi atto – non un semplice comportamento – del creditore che dimostra la sua volontà di ottenere il pagamento. Così, ad esempio, interrompe la prescrizione una lettera di messa in mora e diffida inviata al debitore, un atto di citazione (durante tutto il corso della causa la prescrizione si sospende), la notifica di un decreto ingiuntivo, il tentativo di pignoramento. L’iscrizione di un’ipoteca non interrompe la prescrizione poiché, per aversi questo effetto, è necessario che la comunicazione arrivi al debitore (mentre l’ipoteca non deve essere necessariamente notificata alla controparte).

Affinché la richiesta di pagamento possa interrompere i termini di prescrizione è necessario che la spedizione e il ricevimento della stessa possa essere dimostrata, ad esempio con una raccomandata a.r. o una email di posta elettronica certificata (Pec).

La lettera dell’avvocato del creditore interrompe la prescrizione?

Quante volte, al posto del creditore, il pagamento viene richiesto dal suo avvocato che scrive «in nome e per conto del…» proprio cliente. Bene, sappi che quella lettera ha la capacità di interrompere la prescrizione. Di solito gli avvocati sono soliti far firmare la lettera anche all’assistito proprio per garantirle tale effetto, come se solo la parte interessata – e non il suo legale – potesse interrompere la prescrizione. Invece secondo la Cassazione [1] non è necessario: non è cioè indispensabile che il cliente scriva il suo nome e cognome alla fine della diffida. Il conferimento del mandato difensivo dà poteri effettivi all’avvocato, senza che sia necessaria la procura scritta (prevista come obbligatoria soltanto per lo svolgimento dell’attività in giudizio).

La lettera all’avvocato del debitore interrompe la prescrizione?

Per la stessa ragione, continua la Cassazione, la lettera che il creditore spedisce all’avvocato del proprio debitore ha anch’essa l’effetto di interrompere la prescrizione.

Una finanziaria concede un prestito a una persona la quale però, dopo qualche mese, smette di pagare le rate, spinta dal consiglio del proprio avvocato secondo cui il contratto sarebbe nullo. Segue la lettera del legale che chiede alla finanziaria la restituzione di tutti gli importi in precedenza versati dal suo assistito. La finanziaria risponde contestando ogni accusa e chiedendo il pagamento del residuo finanziamento. Tale lettera interrompe la prescrizione.

La Cassazione precisa che l’effetto interruttivo vale solo a condizione che vi sia la certezza dell’esistenza del mandato tra l’avvocato del debitore e quest’ultimo, cosa ad esempio intuibile dal fatto che questi abbia già spedito precedenti comunicazioni.

La lettera dell’avvocato del creditore all’avvocato del debitore interrompe la prescrizione?

Infine non resta che verificare cosa ne è degli scambi epistolari che spesso gli avvocati delle parti si indirizzano. Secondo la Cassazione anche queste diffide possono interrompere la prescrizione. Il motivo è sempre lo stesso: il mandato tra cliente e avvocato fa sì che questi rappresenti il primo in tutto e per tutto, a prescindere dall’esistenza di un mandato scritto.

Non c’è dubbio che l’atto di costituzione in mora interrompa la prescrizione quando risulta indirizzato al rappresentante del debitore. Ma lo stesso effetto è prodotto dall’atto che il difensore del creditore invia a quello del debitore, laddove l’avvocato può essere considerato rappresentante di quest’ultimo per aver risposto in nome e per conto del cliente alla richiesta di pagamento e dunque facendo valere in via stragiudiziale le ragioni del suo assistito. Il conferimento del mandato difensivo dà poteri effettivi all’avvocato, senza che sia necessaria la procura scritta che è prevista soltanto per lo svolgimento dell’attività in tribunale.

                

note

[1] Cass. ord.n. 20099/19 del 25.07.2019.

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